Ogni neomamma deve affrontare improvvisamente un enorme cambiamento di vita, e per quanto ci si prepari non si sarà mai pronte per la grande rivoluzione che si deve affrontare.
 
Una cosa che non viene verbalizzata come se fosse un taboo, ma che deve invece essere DETTA senza inibizioni è questa: la neomamma- in particolare alla prima esperienza- combatte con il pensiero inconscio ed ancestrale che il suo bimbo non sopravviva.
 
L’ansia immensa con cui vive ogni istante dei nuovi rituali- cambio pannolino, poppate, bagnetto, nanna- nasconde il pensiero: “Questo esserino dipende da me in tutto e per tutto. Ma io ce la farò? Riuscirò a farlo sopravvivere? Crescere? Star bene?” Questa spirale di pensieri è COMUNE a tutte le mamme, ma solo quelle più disinibite o abituate a entrare in contatto con le loro emozioni più complicate verbalizzano ciò che provano.
Molte tacciono e pensano di non dover dire nulla a nessuno per paura di essere giudicate squilibrate.
Non stiamo ancora parlando di depressione post partum, ma di tutti i mattoncini che possono concorrere a costruire proprio quel muro.
 
Cosa succede quindi nella maggior parte dei casi?
I comportamenti che scaturiscono da queste emozioni sono ossessivi.
Ma difficilmente in famiglia verranno colti come ossessivi, perchè è giustamente “normale” stare 24 ore su 24 col proprio neonato di pochi giorni, per conoscerlo, per sincronizzarsi con lei o lui, per continuare il processo di gestazione con i 9 mesi di esogestazione – la crescita esterna in cui il bimbo è ancora “fuso” con la mamma.
 
Quali possono quindi essere i comportamenti ossessivi?
Ce ne sono diversi legati anche al bambino, ma desidero parlare di quelli che riguardano la mamma.
Ad esempio:
– vivere con enorme senso di colpa ogni attimo sottratto al bimbo anche per necessità inderogabili – doccia, pipì, mangiare
sentirsi responsabili di qualunque malessere riguardi il bimbo – coliche perchè sono nervosa io, reflusso perchè il mio latte non è buono, insonnia perchè l’ho “abbandonato” 1 ora per fare una passeggiata
– identificare il grado di autoannullamento personale come quantificatore di valore: più sono “solo” la sua mamma e più sono una brava mamma.
 
Scrivo tutte queste cose non solo perchè come psicologa e coach le ho viste ed ascoltate, ma anche perchè come neomamma le ho VISSUTE.
Mi ricordo molto bene queste sensazioni: mi ricordo molto bene sia la gioia sconfinata che la stanchezza, la confusione, la paura.
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Non ho alcun pudore nel dichiarare di essere una persona come le altre, e spero che questo faccia sentire normali tutte le neomamme che non parlano dei loro sentimenti per paura di essere giudicate “squilibrate”.
So bene che si corre questo rischio e che è necessario vederlo e percepirlo per passarci dentro velocemente. Poi, agire per andare oltre e avere comportamenti utili e produttivi per tutta la famiglia.
 
Cosa si può fare per star meglio?
 
1.SAPERLO. Innanzitutto rendersene conto, dirsi che si è mamme normali come tutte le altre e avere come riferimento persone che vi piacciono, in cui vi rispecchiate. Dare peso alle parole di mamme con valori diversi dai vostri è una grande perdita di tempo ed energie.
 
2.ACCETTARE di essere in crisi. Dal greco: KRISIS – “trasformazione”. E’ un momento di grande trasformazione e va preso come tale. Ogni giorno cambia qualcosa e solo stando al passo col cambiamento lo si può afferrare.
 
3.SMETTERE di pensare “Come dovrei essere per essere una brava mamma?” . Non ci sono modi di essere. Ci sono persone. E ogni persona è diversa. Sarai la mamma migliore che puoi essere in quanto te stessa, e per questo bravissima.
 
4.UNA PERSONA FELICE E’ UNA MAMMA FELICE. Il tempo che puoi dedicare a te stessa non serve solo a te, ma soprattutto al tuo bimbo e al resto della famiglia. In una sola ora puoi ricaricare le pile e nutrire le tue identità che sono diverse da quella di mamma. Che sia per fare una doccia, dormire, stare sola col tuo compagno, uscire con una amica, lavorare, quell’ora ti farà fare il pieno di energia. Energia che potrai girare a chi ami. “Sii consapevolmente egoista se vuoi essere autenticamente generosa!”: questo è il mantra che ripeto alle mie mamme, e ai miei clienti in generale quando mi dicono di “non poter aver cura di loro stessi” perchè devono dedicarsi alla famiglia. Quando mi alleno, so che faccio del bene a me stessa e di conseguenza a molte altre persone. Se non mi allenassi non sarei efficiente, non avrei un corpo forte e non potrei occuparmi degli altri: della mia famiglia e dei miei clienti.

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  5. CURA IL TUO CORPO. Non voglio usare per forza la parola allenamento, ma fare attività fisica è indispensabile per conservare forza e resistenza tali da gestire mille stress: notti in bianco, posizioni assurde con il bimbo addosso o in braccio, spostamenti con pupo, passeggino, borse e altre amenità. Anche l’alimentazione è importantissima: in allattamento serve un surplus energetico, ma ciò non significa nè che sia sconfinato- sono circa 500 calorie- nè che possa provenire da cibo spazzatura. Nutrienti di qualità ti daranno sostegno ed equilibrio, anche interiore!

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6. SAPPI DIRE STOP. Ultimo ma primo per importanza. Se ti rendi conto di essere nervosa e perdere il controllo mentre c’è l’ennesima crisi di pianto, appoggia immediatamente il tuo bimbo nella culla e lascia quella stanza. Anche solo per 20”. Ascolta questo segnale per capire che l’ossessività con cui pensi di essere una “brava mamma” mette in pericolo te e chi ami.

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Avere comportamenti utili e produttivi non è un processo intuitivo e basta: può esserlo, possiamo avere ottime sensazioni guida su cosa sia giusto, ma la stanchezza, i muovi impegni, le emozioni e le paure distorcono la realtà.
Ecco perchè è opportuno imparare come aiutarsi e come farsi aiutare, come sfruttare l’onda emozionale positiva di questi cambiamenti a proprio favore invece esserne travolti. 
 
Quando, in questi 2 anni ho creato il mio programma FitMomInAction, ho dedicato metà del lavoro ad una sezione di coaching e l’altra metà ad una sezione di allenamento. Non è un caso. La mente e il corpo sono unità indissolubili e legate da un rapporto biunivoco: se una delle due sta male, contagia l’altra. Ma pure viceversa!
Ecco: la mia missione è fissa su quel “viceversa”.
 
Auguro a tutte le mamme di essere FitMomInAction che si amano: per poter a loro volta essere pronte a donare amore.
 
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Se hai trovato  utile questa lettura, possono interessarti anche queste sezioni del mio blog: 

La mia gravidanza – dedicata ai mesi di attesa del mio Gioele, con esempi di allenamento in gravidanza e soluzioni efficaci per i disagi di ogni mamma in attesa.

FitMomInAction – legata a un mondo di emozioni e azioni : quelle che desidero vengano conosciute dalle donne e da chi le allena, tramite il programma che ho creato con tanto amore.

 

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