24
luglio 2015

Luciana Ognibene

Conosco Giovanna da tanti anni e non ho avuto il minimo dubbio sul fatto di volere lei, proprio lei e nessun altro se non lei,
quando mi sono resa conto di aver bisogno di un aiuto competente per liberarmi da alcune dinamiche negative in cui ero a poco a poco scivolata nel corso degli anni.

Ho sempre fatto sport, ma nel corso degli ultimi anni mi sono lasciata scivolare in una situazione di stallo fisico e mentale.
Aggiungiamo una gravidanza che ha aggiunto quei chiletti in più e che mi ha ulteriormente appesantita anche di testa… insomma mi sono resa conto che da sola non sarei
riuscita a scrollarmi di dosso quel torpore e tutti quei chili.
Ci ho pensato e ripensato giorni e giorni prima di scrivere a Giovanna: mi spaventava la distanza, in realtà volevo proporle di seguirmi a distanza per allenarmi in casa, ma avevo paura che suonasse come una cosa strana, che mi dicesse di no.
Per poi finalmente decidermi… e scoprire che la consulenza a distanza è una pratica che lei svolge regolarmente e che no, la distanza non è in nessun modo un ostacolo.
Ho cominciato a seguire le sue istruzioni ancora piena di paure (principalmente, quella di farmi male: mi sentivo come di vetro, avevo paura che le mie povere articolazioni potessero sbriciolarsi sotto il peso di tutti quei chili di troppo), e giorno per giorno sentendomi invece sempre più sicura.
Mi ha dato un’enorme sicurezza constatare che ad ogni mio dubbio corrispondeva una risposta chiara,
precisa, consapevole da parte della mia specialissima coach.
Ho imparato a fidarmi ciecamente di qualcuno diverso da me stessa (una cosa nuova per me) e ho visto i risultati.
Oggi, a distanza di mesi, mi sento più forte e più sicura di me.
Sono una fotografa, e per me vuol dire moltissimo aver affrontato un’intera stagione di matrimoni (ore e ore in piedi con chili e chili di attrezzatura in spalla) senza un doloretto o una contrattura.
Ho ancora tanto lavoro da fare, ma Giovanna ha fatto per me qualcosa di eccezionale: mi ha restituito la fiducia in me stessa, nel mio corpo, nella mia forza.
Mi ha riaccesa come una lampadina 🙂
Immagina che ti regalino un’automobile.
Ne regalano una a tutti, ma non puoi scegliere il modello e in seguito non potrai più cambiarla né averne un’altra.
A qualcuno capita un’utilitaria, a qualcuno la fuoriserie, a qualcun altro un suv.

A te capita una granturismo.
Esteticamente bella e super funzionale, ci viaggi ovunque in qualsiasi condizione.

Tu però volevi la fuoriserie.

Non te la godi e la trascuri, la alimenti con carburante di cattiva qualità, non ti prendi cura della carrozzeria, lasci che l’interno si riempia di spazzatura e parcheggi con poca attenzione, rigando la vernice.
Ci fai qualche viaggio, ma desideri sempre la fuoriserie.
Allo stesso tempo, dentro di te, guardi con compatimento chi ha avuto solo un’utilitaria, anche se sai di non avere nessun merito nella scelta della macchina che ti è capitata.
Alla fine la prendi solo il sabato per andare al supermercato, e il resto della settimana è ferma in strada.

Passano gli anni e un giorno vedi una vecchia foto della tua auto, e ti accorgi che era la più bella auto del mondo, e che l’hai ridotta un rottame.
Intanto il tuo vicino lucida la sua utilitaria come un gioiello: è un’auto da quattro soldi, ma l’ha tenuta al meglio delle sue possibilità e ci ha fatto il giro del mondo.

Ti prende lo sconforto e un gran senso di colpa.
Ma poi un giorno ti accorgi che il motore va ancora bene anche se non hai mai fatto una revisione. La carrozzeria è opaca e graffiata, ma la bellezza di quel telaio si intravede ancora.
Lavi la macchina, togli tutta la sporcizia e cambi le foderine: si vede che è un’auto trascurata, eppure ha ancora quel certo non so che.
E pensi che forse mettendola in moto più spesso, con una bella revisione, un arbre magic e un po’ di pasta abrasiva, farebbe ancora la sua figura…

Oggi dedico un pensiero di gratitudine al corpo che ho avuto in dono in questa vita, una “macchina” eccezionale con un potenziale fuori dal comune, che in tutti questi anni ha resistito, non so neanche come, a tutti i miei sabotaggi, a tutto il mio disprezzo, alla mia mancanza di cure e di amore e di gratitudine.

Ero io che non mi sentivo alla sua altezza, non il contrario.
Ci ho messo solo 36 anni (quasi 37) per capirlo 🙂

Grazie grande Gio ♥

Luciana Ognibene (atleta, fotografa, mamma)

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