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Una delle frasi che più frequentemente colpiscono le mie orecchie o la mia vista – se sto leggendo un’email – è “Domani ricomincio!”.

Ti riconosci?

Lo hai mai detto anche tu?

O peggio…lo dici spesso?

Esattamente, cosa ricominci?

Ri-cominciare” contiene un’informazione importante. L’informazione che tu abbia già iniziato almeno un’altra volta qualcosa e che per ragioni varie tu non l’abbia conclusa e/o portata avanti.

Quando sento o leggo quella frase nel 90% dei casi sto comunicando con persone che stanno seguendo un percorso di cambiamento. Si può trattare di un programma di allenamento, di un progetto di crescita legato al lavoro o alla vita personale, ma sempre e comunque si tratta di un cammino che:

  1. è stato intrapreso;
  2. è stato interrotto;
  3. è ora ri-preso in considerazione da chi l’ha interrotto – con l’apparente (sarà più chiara in seguito) intenzione di essere completato.

Cosa c’è che non funziona in tutto ciò? 

Cerchiamo di capirlo.

 

L’INIZIO DEL PERCORSO: PRO E CONTRO

Nella primissima fase di un cambiamento si incontrano ben precise resistenze e spinte.

a- resistenze –> sfavorevoli:

  • si va dal noto all’ignoto, ovvero si è comodi nella condizione da cui si parte anche se non ci piace, e l’idea di dover fare dei cambiamenti spaventa a prescindere dai vantaggi che ne possono scaturire;
  • se non si è accompagnati e sostenuti da una buona guida, si tende a guardare con impazienza il punto d’arrivo e di conseguenza a non vivere con pienezza i passaggi progressivi che avvicinano al risultato.

b- spinte –> favorevoli:

  • si è animati da una grande motivazione e accesi dall’idea di concretizzare un sogno/realizzare un desiderio/raggiungere un obiettivo: in tecnichese, si è proiettati verso l’idealizzazione del risultato e questo è una grande risorsa energetica- segnatelo, più tardi ti sarà utile ricordarlo;
  • data l’energia di cui sopra, è il momento perfetto per stilare un piano ben organizzato: scegliere le azioni concrete da mettere in atto per raggiungere l’obiettivo. Farlo con un aiuto esterno – coach, preparatore, professionista di settore- permette di pianificare una strategia ” a minor rischio di errore”: un occhio esterno ed esperto sa ridimensionare obiettivi irrealistici e cogliere dei limiti personali che noi stessi difficilmente ci riconosciamo.

A questo punto “inizia” il viaggio verso la meta che ci si è prefissi. In teoria è tutto perfetto, andrà tutto benissimo e saremo felici e contenti nei tempi che ci siamo preposti.

Eppure, in moltissimi casi questo non accade.

Cosa può succedere affinchè si debba “ri-cominciare”? 

Cosa determina una “interruzione” in questo cammino e una successiva “ri-presa”?

Ci sono fattori che vengono comunemente sottovalutati e che hanno una grande importanza per il successo o l’insuccesso di una “missione”. Non prenderli in considerazione significa non dare basi solide a un progetto e di conseguenza scoprire solo in corso d’opera che si è partiti per un viaggio che non si finirà. Io le chiamo “le 3 consapevolezze”.

 

LE 3 CONSAPEVOLEZZE

1- ti parli al condizionale o al presente?

Vorrei- e quindi “sarebbe fico ma siccome è faticoso pazienza, faccio senza”- o voglio- a costo di fare la fatica che farò, ma non posso più farne a meno?

Se pensi di parlarti già al presente, guarda le tue azioni: ti metti a dieta dopo il pranzo di Natale perchè hai la pancia piena, ma dopo 2 giorni di verdure e pesce pensi di poterti concedere “un premio per tutta la fatica incommensurabile già fatta” e mangiare ciò che vuoi? Se fai questo, rivaluta le tue opinioni su di te. Stai ancora nel mondo del “vorrei ma…”.

2- sai cosa per te è veramente importante?

Se per te dormire fino a tardi è un valore irrinunciabile, e l’idea di non poterlo fare è vissuta come un’amputazione, smettila di torturarti e di voler diventare una “morning person”, una di quelle persone che anche la domenica  si sveglia alle 5 e va a correre. Nell’immaginario comune, quella persona è una persona di successo e dotata di una grande forza di volontà.  Forse trovi attraente il consenso sociale che ha quell’immagine, ma per te sono importanti altre cose: il concetto di successo di quella persona non ti appartiene, e per te il successo è poterti godere le coperte fino alle 11. Nessuno ha detto che chi dorme fino a tardi non possa avere una grande forza di volontà nel fare mille altre cose, nessuno ti chiede di sostituire una cosa per te importante con una cosa di cui in realtà ti importa il giusto, e la sola persona che deve capirlo sei tu, ora. 

Chiediti cosa per TE è importante e perchè – eventualmente- vuoi fare un cambiamento.

Qualsiasi cosa ti suoni come un grande sacrificio, una grande rinuncia o una perdita terribile, è per te- soggettivamente- poco importante. O almeno lo è ADESSO.

Se una parte di te la vuole, devi chiederti perchè la vuole: nell’esempio che ho fatto io,  la leva fuorviante è il consenso delle persone intorno a noi. Questo è super comune e molto pericoloso. Tante persone vivono infelici pensando di dover essere come lo stereotipo che socialmente è più gettonato, ma hanno già ciò che per loro è davvero importante e non ne sono consapevoli.

Se stai cercando di raggiungere un obiettivo e il solo pensarci ti evoca “rinuncia”, la possibilità che si tratti di una cosa non veramente importante per te è molto alta.

Rivaluta  con l’aiuto di qualcuno il tuo obiettivo: potrai ridefinirlo e quindi raggiungerlo davvero.

3-  cos’ è per te sostenibile?

Cosa puoi fare, nel rispetto di chi sei, cosa fai, cosa ti piace, per raggiungere il tuo obiettivo?

Che azioni puoi mettere in atto ogni giorno, veramente, e in modo efficace, per ottenere progressivamente e permanentemente il risultato che vuoi?

Questo è il punto su cui, per molti, crolla il castello del progetto.

Nell’ideale di molte persone c’è un modello astratto in cui la perfezione regna sovrana: il percorso seguirà le tappe segnate, non ci saranno intoppi, tutto sarà come da copione, arriverai alla meta facendo la fatica che avevi preventivato a tavolino e il sorriso della vittoria sarà il trofeo che esibirai sul volto.

Ehi! Pronto? SVEGLIA! Torna alla realtà!!!

Nessuno, dico nessuno, nemmeno la principessa delle favole, ha  una vita perfetta.  La capacità di adattamento è la prima qualità che devi dimostrare di avere se vuoi perseguire un cambiamento.

 

IN COSA CONSISTE LA CAPACITA’ DI ADATTAMENTO?

Non vivi in una ampolla e tutto ciò che, oltre a te, ti riguarda, sarà un fattore da conteggiare e valutare. Dovrai ricalibrare le tue scelte spesso. A volte più di una volta nella stessa occasione. 

Alcuni esempi classici e reali portati dall’esperienza coi miei clienti e…con la mia vita (esatto, non sono un’aliena, mi succedono le stesse cose che accadono a tutti, incredibile ma vero!):

  •  è un giorno di allenamento, ma sei in viaggio e hai solo 30′ invece dei 50′ previsti, e in più non hai una palestra ma una stanza d’albergo a disposizione;
  • sei a dieta, hai 3 compleanni in una settimana e pensi che solo rifiutando gli inviti potrai salvarti da imprevisti peccati di gola;
  • stai seguendo un nuovo progetto lavorativo, ma siccome il lavoro che hai ogni giorno ti schiaccia, “non hai tempo” per poterlo far crescere.

Posso proseguire per ore. Questa è la realtà che TUTTI condividiamo, chi più chi meno. Quindi quelli che hanno risultati di successo sono dei supereroi? O forse sono semplicemente capaci di passare dall’ idealizzazione alla realizzazione? 

Essere schiavi dell’idealizzazione e della perfezione porta un sacco di problemi, e allora ti consiglio di leggerti questo articolo.

Riprendiamo gli esempi fatti prima.

  • oggi è un giorno di allenamento, sei in viaggio e hai solo 30′ invece dei 50′ previsti, e in più non hai una palestra ma una stanza d’albergo a disposizione–> ti allenerai per 30′ facendo ciò che riesci a fare con il tuo corpo in una stanza (una marea di cose, tra l’altro, come mostro e dimostro nei miei No Excuses Workouts).
  • sei a dieta, hai 3 compleanni in una settimana e pensi che solo rifiutando gli inviti potrai salvarti da imprevisti peccati di gola –> vai ai compleanni, prendi la metà esatta di ogni porzione oppure decidi che selezione fare rispetto a ciò che ti è proposto e fai il tuo meglio;
  • stai seguendo un nuovo progetto lavorativo, ma siccome il lavoro che hai ogni giorno ti schiaccia, “non hai tempo” per poterlo far crescere–> invece di dedicare 2 ore al giorno al progetto, ci dedichi 30′, con costanza e focus, e il tempo ti premierà.

Cosa accomuna queste situazioni e le soluzioni suggerite qui sopra? 

L’aver fatto il TUO meglio e l’aver FATTO. Invece di rinunciare hai agito e riformulato una strategia che ti ha in ogni caso portato un risultato.

Ora inizia a esserti chiaro cosa di veramente insidioso e minante è contenuto nella parola “ri-comincio”?

 

COME TI DANNEGGI QUANDO DICI “RI-COMINCIO”?

Torna su, vai a vedere cosa c’è di vantaggioso nel “cominciare”. Tutto ciò che hai di buono all’inizio di un percorso, non solo mancherà nel momento in cui lo ri-cominci, ma sarà appesantito da due sensazioni molto forti che influenzeranno in modo negativo il tuo cervello:

  • stai “ri-cominciando”, quindi stai comunicando al tuo cervello che, se per caso aveva fatto dei passi avanti, quelli sono stati cancellati. L’immagine che il cervello vede è questa:
    ricominciare

    Ricominciare – percezione di insuccesso e di immutabilità. Il tuo cervello vede che hai fallito e che sei immobile

    Non solo hai una forte percezione di insuccesso, ma pure di immutabilità. Il tuo cervello vede che hai fallito e che sei immobile, nella stessa posizione in cui eri all’inizio del tuo percorso.
    Tu invece, rispetto a quell’inizio, percepisci una grande frustrazione, perchè hai fatto delle cose che prima non facevi e che PER TE sono grandi sforzi.
    E nelle tue aspettative, stavi perseguendo la strada ideale che doveva portarti dritto al tuo obiettivo.

  • se stai ri-cominciando e hai intenzione di fare le stesse cose, usare gli stessi mezzi e le stesse strategie che avevi usato prima di ora, ti stai ingannando. Fare le stesse cose che ti hanno portato a ri-cominciare ti porterà nella stessa posizione in cui sei ora, che per il tuo cervello significa “il punto di partenza che non hai mai lasciato”:
    circolo

    Fare le stesse cose che ti hanno portato a ri-cominciare, ti porterà nella stessa posizione in cui sei ora, all’inizio.

    E’ più chiaro ora perchè è PESSIMO”ri-comnciare”?

    Nella mia esperienza – circa 26 anni – le persone che ri-cominciano un percorso hanno il 50% di probabilità un meno di concluderlo.


    Mi capita spesso di avere a che fare anche con “ricominciatori seriali”: persone che ri-cominciano allenamenti, diete e progetti ogni 2 settimane, e che infatti sono da sempre o da anni fermi nella stessa posizione, soffrendo tantissimo e non capendo da dove nasca l’immutabilità della loro condizione. Per queste persone è molto difficile affrontare e interiorizzare il passaggio delle “3 consapevolezze”e di conseguenza il resto diventa impossibile.

 

COME USCIRE DAL CIRCOLO VIZIOSO DEL “RI-COMINCIARE”?

1- CONTINUARE !

Esatto, basta iniziare dall’usare una parola differente per far vedere al cervello che ci si sta muovendo e che si sta capitalizzando ogni tipo di esperienza – mangiare a dismisura non è un fallimento per chi è a dieta, ma un “risultato senza giudizio” , se il cervello lo vede come un “fatto” avvenuto e archiviato, uno stop momentaneo che non ha arrestato il cammino verso la meta.

continuare

Per uscire dal circolo vizioso del ri-cominciare, bisogna continuare.

Se questa azione “intralciante” diventa ripetitiva- un’abitudine- cambierai il corso del tuo futuro. MA ora e qui è una semplice azione. Punto. Scegliere di ripeterla o meno dipende da te, per cui sei tu a poter scegliere di continuare!

2- CAMBIARE LA STRATEGIA

Fai cose diverse, scegli azioni diverse, se stai seguendo un programma o un allenamento, cambialo: l’effetto novità non ti legherà alla sensazione di “fallimento” che hai sperimentato quando lo hai abbandonato.

Oltre a questo, c’è la possibilità che alcune scelte tecniche che tu hai sempre ritenuto ideali non ti abbiano mai portato i risultati che pensavi perchè non sono affatto le migliori!

Un esempio eccellente è quello della corsa utilizzata per dimagrire: se fosse vero che a correre e basta si dimagrisce, il mondo sarebbe privo di persone sovrappeso e sarebbero tutti magri e felici.

Accetta con umiltà che non puoi avere accesso a informazioni che per gli addetti ai lavori sono il pane quotidiano. Dico sempre ai miei clienti che, anche se internet è una grande risorsa, non mi verrebbe mai in mente di fare da sola il calcolo del cemento armato per costruire le fondamenta della mia casa.

3- ANNOTA LE TUE AZIONI

Tieni un diario, usa il supporto di un consulente o di una applicazione, ma devi monitorare le tue azioni per capire cosa funziona e cosa crea difficoltà nel tuo “sistema sostenibile”. Anche se sei una persona consapevole, la realtà è complessa e dovrai sempre adattarti a ciò che ti circonda, più di quanto pensi.

Tenere traccia del tuo percorso di cambiamento ti permetterà di individuare il punto in cui il tuo castello “salta” e cominciare- non “ri-cominciare” 🙂

 

Letto tutto?

Riletto?

Questi sono pensieri complessi e una seconda lettura è davvero consigliata, soprattutto se questo problema ti riguarda e hai deciso di risolverlo una volta per tutte.

Ora puoi CONTINUARE il tuo cammino senza paura.

Abbiamo finalmente smascherato i tuoi nemici e li abbiamo tolti dalla tua strada.

Vai avanti, hai già fatto tanti passi 😉

 

Se ti senti pronta/o per cambiare, e raggiungere l’equilibro psicofisico che da sempre ricerchi,
rivolgiti a chi ha già ottenuto risultati concreti,
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