25
luglio 2015

Cecilia Lazzaroni

Quando ho incontrato Giovanna non facevo attività fisica da almeno un paio di anni: credevo di non averne il tempo e che i miei giorni da atleta fossero finiti.
Se ho deciso di varcare la soglia della palestra dove lavorava era solo perché, a seguito di un incidente, dovevo recuperare la forza ad una spalla.

Giò, così ho iniziato a chiamarla dopo due minuti dalla nostra conoscenza, mi ha ascoltata e il suo aiuto è stato determinante per rimettermi completamente dall’infortunio. In quel periodo ho anche capito un paio di cose: la prima era che il tempo per andare in palestra lo avevo, si trattava semplicemente di scegliere di trovarlo. La seconda è che l’allenamento non serviva solo a rafforzare i miei muscoli che, nonostante la mia costanza e testardaggine, continuano ad essere appena percettibili, ma anche ad alzarmi con più energia al mattino, a migliorare quasi involontariamente la mia alimentazione e ad essere di umore migliore.

Dal nostro incontro sono cambiate molte cose, sono partita e non posso più allenarmi con lei. Da allora però, il tempo per allenarmi l’ho sempre avuto e lei ha sempre avuto quello di seguirmi, anche in qualità di amica, a distanza. Ora corro: non stabilirò record del mondo, ma la prima mezza maratona che ho portato a conclusione è stata una delle più grandi soddisfazioni della mia vita. Se ce l’ho fatta e se continuo ad allenarmi con tanta passione è perché il lavoro fatto insieme mi ha insegnato che gli unici record che importa davvero abbattere sono i miei, perché da record non diventino limiti.

Cecilia Lazzaroni (atleta, interprete e traduttrice)

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